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Libri

“Paradiso vista inferno”, di Chiara Frugoni

Si cammina tra le strade di Siena nell’ultimo libro di Chiara Frugoni.

Nella Siena più bella, quella trecentesca, di cui tutti abbiamo forse in mente qualche immagine, grazie agli stupendi affreschi dipinti da Ambrogio Lorenzetti tra il 1338 e il 1339.

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Il nuovo libro di Chiara Frugoni, “Paradiso vista Inferno”, dedicato agli affreschi di Ambrogio Lorenzetti, conservati nel Palazzo Pubblico di Siena

Ed è proprio sul ciclo che noi conosciamo come “Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo”, che Chiara Frugoni si sofferma, analizzandone i dettagli per svelarne i significati più profondi, partendo da un presupposto ben preciso: l’opera di Lorenzetti non è soltanto uno dei capolavori più importanti dell’arte medievale, ma è anche un manifesto politico di straordinaria potenza.

 

Arte e propaganda politica

“Paradiso vista inferno” è il titolo del libro (Il Mulino editore), proprio perché Lorenzetti affresca, in una sala del Palazzo pubblico, su una parete il Buon Governo e i suoi effetti (il Paradiso), e su quella opposta la Tirannide e le sue conseguenze (l’Inferno).

Ecco quindi che le celebri immagini di vita quotidiana (le giovani che danzano, i mercanti che trasportano le loro merci, gli uomini che giocano a dadi) vanno interpretate alla luce del messaggio che il Governo dei Nove, la magistratura che governava Siena all’epoca e che ha commissionato gli affreschi, voleva trasmettere: non esiste alternativa al Governo esistente, se non la Tirannide, quindi il governo dell’allora Comune di Siena era non solo il migliore, ma anche l’unico possibile.

Con la sua consueta capacità di interpretare immagini, simboli e dettagli, Chiara Frugoni ci aiuta a interpretare questo ciclo di affreschi, solo in apparenza così semplici da comprendere, e ci permette di comprendere quanto fosse importante la comunicazione visiva per chi deteneva il potere, in un’epoca in cui non esistevano i mass-media.

Senza dimenticare il ruolo di Ambrogio Lorenzetti: non soltanto mero esecutore, ma parte attiva nella creazione di questo immaginario visivo, capace di trasmettere in maniera  immediata con la sua pittura un messaggio politico estremamente complesso.

La struttura del libro

 

E proprio il ruolo centrale della situazione politica nella Siena medievale è ribadito dall’autrice nei primi capitoli del libro.

A differenza di quello che vediamo negli affreschi di Lorenzetti, il clima nella città Toscana era tutt’altro che sereno: le guerriglie urbane, gli scontri tra grandi casati, l’aumento continuo del debito pubblico e delle spese militari contribuivano a creare un forte malcontento nei confronti del “Governo dei Nove”, la magistratura che governava il Comune di Siena, costituita da esponenti del ceto mercantile e artigianale, dalla quale erano invece esclusi i nobili.

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L’allegoria del “Comune/Bene Comune”

Per guadagnare consenso, i Nove danno vita a un ampio programma di opere pubbliche, tra le quali rientrano anche gli affreschi di Lorenzetti, destinati a diventare il vero e proprio messaggio politico che il Governo vuole comunicare ai cittadini Senesi.

Un messaggio complesso e articolato, che si sviluppa soprattutto nella cosiddetta “Allegoria del Buon Governo” e in quella della Tirannide, a cui Frugoni dedica i due articoli più densi dell’opera, ricchi di citazioni e approfondimenti, che permettono di comprendere il cuore della riflessione politica dei Nove: il Bene Comune (raffigurato come un anziano giudice) viene raggiunto se la cittadinanza vive in un clima di Concordia, puntando non al proprio bene personale, ma a quello dell’intera collettività.

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La Pax, una delle virtù che affiancano il Bene Comune

E non a caso, il Bene Comune è circondato dalle Virtù che devono indirizzarne l’operato, come la Pace, la Fortitudo, la Prudentia e la Magnanimitas.

Sulla parete opposta, in perfetto contraltare, è raffigurata invece la Tirannide, colei che si impossessa del potere se vengono meno gli elementi essenziali del Buon Governo.

E Tirannide, essere diabolico, è circondata dai Vizi, come Superbia, Avarizia, Vanagloria.

Quando è la Tirannide a dominare, gli effetti per la città sono catastrofici: viene mostrata infatti, accanto all’allegoria, una Siena in rovina, preda di predoni e delinquenti, un luogo dove avvengono violenze, rapine e soprusi  di ogni genere.

È questo il messaggio più importante che i Nove vogliono comunicare: l’alternativa al loro “Buon Governo” è soltanto miseria e distruzione.

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L’allegoria della Tirannide

Gli ultimi tre capitoli sono dedicati alle innovazioni introdotte da Ambrogio Lorenzetti: dal confronto con Giotto all’analisi dell’affresco più celebre del ciclo, “Gli effetti del Buon Governo in città e campagna“.

Si tratta delle pagine più felici del libro: si scende davvero per le strade di Siena, nelle botteghe dei calzolai, dei mercanti, dei barbieri, si segue con lo sguardo un corteo nuziale, si ascoltano le fanciulle cantare e danzare, si intravedono contadini portare in città il frutto del loro lavoro.

E la stessa città è raffigurata con tutti i suoi splendidi edifici, a partire dal Duomo, per aiutarci a comprendere che davanti ai nostri occhi non abbiamo un ideale centro abitato, ma la Siena reale della prima metà del Trecento.

Chiara Frugoni cerca di spiegare ogni dettaglio dell’affresco e di svelare ogni  particolare nascosto, facendoci scoprire degli elementi splendidi  che solitamente non vengono colti da una visione superficiale dell’opera.

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Gli Effetti del Buon Governo in città

Il cammino finisce nelle campagne senesi, lungo la Via Francigena, dove per la prima volta vengono raffigurati anche i contadini, il ceto più umile della società, ognuno di loro intento al proprio lavoro, in una stagione che è un insieme di tutte le stagioni, proprio perché Lorenzetti vuole raffigurare tutti i frutti del territorio senese, e i Nove vogliono vedere coinvolti anche i ceti più poveri in questo grande affresco autocelebrativo.

Il Medioevo delle città, delle campagne, della vita quotidiana

Uno dei meriti maggiori del libro di Chiara Frugoni è quello di riuscire a comunicare la complessità di un messaggio politico e simbolico elaborato sette secoli fa senza appesantire mai la lettura.

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Alcuni particolari degli Effetti del Buon Governo in città

Al tempo stesso, l’autrice ci permette di comprendere quanto fosse articolata la società medievale, quante contraddizioni contenesse al suo interno, e come il potere politico avesse bisogno di controllare eventuali malumori e dissensi.

Nonostante questa complessa impalcatura ideologica, viene riconosciuto anche il ruolo di Ambrogio Lorenzetti, non soltanto un pittore, ma un uomo capace di tramutare in immagini anche le elaborazioni concettuali più complesse, regalandoci immagini meravigliose di un’epoca che non cessa mai di affascinarci.

 

Scheda del libro

Titolo: Paradiso vista Inferno

Autore: Chiara Frugoni

Editore: Il Mulino

Anno: 2019

Prezzo: 38 €

Per acquistare online: Sito Il Mulino – IBS – LaFeltrinelliMondadori Store

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Alessio Innocenti
Rome, IT

Chierico vagante, eterno studente, "perché la materia di studio sarebbe infinita/e soprattutto perché so di non        sapere niente".                           Sono laureato in Archeologia Medievale, e quando posso vado alla ricerca di borghi, castelli e abbazie, alla scoperta di un passato che è ormai scomparso, ma in qualche modo continua a sopravvivere.

Per qualsiasi informazione, curiosità o proposta di collaborazione, potete scrivere all’indirizzo: [email protected]

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