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Mostre ed Eventi

“Ovidio. Amori, miti e altre storie”, la mostra

Poeta del mito, degli dei e degli eroi. Ma anche cantore dell’amore in tutte le sue forme, dal più spirituale al più carnale. Ovidio è stato questo, e molto altro.

Una grande mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma, aperta dal 17 ottobre fino al 20 gennaio 2019, celebra il poeta latino nell’anno del bimillenario della sua morte.

Si tratta di un’occasione, per chi non conosce l’opera di Ovidio, per avvicinarsi al mondo narrato nelle sue opere, e al tempo stesso un’opportunità, per chi ha già familiarità con il poeta, per approfondire questa figura cardine della cultura occidentale.

Nei prossimi paragrafi, troverete il racconto della mostra.

Ovidio: una breve biografia

Solo alcune informazioni essenziali sul protagonista dell’evento prima di cominciare: Ovidio nasce a Sulmona nel 43 a.C. da una famiglia benestante. Si trasferisce presto a Roma per continuare gli studi ed essere avviato alla carriera forense.

Ben presto però, abbandona l’attività politica, e segue la sua inclinazione per l’arte poetica. Frequenta i più importanti circoli intellettuali dell’epoca, e soprattutto la figlia e la nipote dell’imperatore Augusto, Giulia Maggiore e Giulia minore.

Ovidio infatti vive sotto il principato di Augusto, un periodo caratterizzato da una vera e propria “restaurazione” morale voluta dall’imperatore stesso.

Il poeta non è propenso a seguire le indicazioni imperiali, e questo causerà la sua caduta in disgrazia: nell’8 d.C., per motivi ancora ignoti, Ovidio viene mandato in esilio da Augusto a Tomi, una piccola città sul Mar Nero.

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Ovidio ritratto da Giovan Battista Benvenuti agli inizi del ‘500

Nonostante tutti i suoi tentativi di riguadagnare il favore del princeps, Ovidio non rivedrà mai più Roma. Morirà infatti esule a Tomi nel 18 d. C.

Oggi lo ricordiamo ancora per la sua opera principale, Le Metamorfosi, uno dei libri che più hanno influenzato la cultura occidentale nel corso dei secoli. Ma Ovidio è stato anche autore dell’Ars Amatoria, vero e proprio manuale di consigli per i corteggiatori in cerca d’amore, e di numerose altre opere poetiche.

Ovidio, la poesia, le immagini

All’inizio della visita, sorge spontanea una domanda: in che modo raccontare attraverso le immagini l’opera di un poeta, la cui forma principale d’espressione è la parola scritta?

La risposta viene presentata nelle varie sale espositive: è possibile farlo tramite le opere d’arte e i reperti archeologici capaci di ricostruire il contesto in cui Ovidio stesso è nato e vissuto, quello della prima Roma imperiale.

Poi si rovescia il punto di vista, presentando opere d’arte che dal Medioevo in poi hanno preso ispirazione dalle opere di Ovidio, e che hanno reso i suoi versi davvero immortali.

La mostra è quindi un percorso visivo attraverso i millenni, accompagnati in maniera costante dalle opere del poeta latino.

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Una delle installazioni luminose di Joseph Kosuth, che cita versi delle “Metamorfosi” di Ovidio

E la visita comincia proprio dalle parole di Ovidio: la prima sala infatti ospita delle installazioni al neon di un artista contemporaneo, Joseph Kosuth, che ha selezionato dei versi dalle “Metamorfosi”, presentati in lingua latina e in inglese.

L’idea è molto efficace: viene comunicata ai visitatori l’importanza delle parole, dei versi di Ovidio, brani che vanno riletti anche fuori dal contesto, e che possono assumere sempre nuovi significati.

Al centro della sala, una piccola rotonda ospita un ritratto cinquecentesco del poeta e una selezione di manoscritti medievali, su cui domina il più antico esemplare conosciuto delle Metamorfosi, risalente alla fine dell’XI secolo.

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Una serie di manoscritti medievali contenenti opere di Ovidio. Al centro, il più antico esemplare conosciuto delle Metamorfosi, risalente all’XI secolo

Ad attenderci nell’ambiente successivo è forse l’allestimento più efficace di tutta l’esposizione: una sala dedicata all’amore, alla bellezza, alla seduzione in età romana, tutti temi al centro della produzione poetica di Ovidio.

La bellissima Venere Callipigia (letteralmente “dalle belle natiche”, una copia romana di I-II sec. d.C.) è posta accanto a una statua di Eros con l’arco, in un contesto che suggerisce quella che era l’importanza dell’eros e della seduzione nel mondo romano.

Alle spalle delle sculture, come  fondale monumentale è posto un affresco con giardino proveniente da Pompei.

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Venere, Eros, un bosco sullo sfondo: viene ricreata un’atmosfera di seduzione ed erotismo nel mondo antico

Le parole di Ovidio sono sempre presenti: alzando lo sguardo, in ogni ambiente troverete i versi del poeta riportati lungo le pareti.

Non può mancare una sala dedicata al “nemico” di Ovidio, a colui che con le sue decisioni ha segnato in maniera decisiva la sorte del poeta: Augusto.

È qui che viene sottolineata l’incompatibilità totale tra la propaganda moralizzatrice dell’imperatore, e la poesia dell’amore libero e senza freni del poeta.

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Un ritratto di Augusto con il capo velato

Le Metamorfosi e i miti nel racconto di Ovidio

Gli ambienti successivi sono pensati per evidenziare ulteriormente questa distanza: si parla di divinità e miti, e si contrappone l’interpretazione augustea con quella ovidiana, come nel caso emblematico di Venere.

Casta progenitrice dei romani per Augusto, dea dell’amore erotico per Ovidio. In un gioco di specchi, una Venere pudica del II sec. d.C. si riflette in una bellissima Venere di Botticelli.

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Una Venere pudica del II sec. d.C. si “specchia” in una Venere di Botticelli

Lo scontro tra imperatore e poeta continua anche in relazione ad altre divinità: se Apollo e Diana sono gli dei che vegliano su Roma, garantendone la prosperità, Ovidio ne racconta i lati negativi, il loro essere estremamente vendicativi e spietati.

È quanto accade nel mito dei Niobidi, in quello di Atteone, o quello di Marsia.

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La sala dedicata al racconto del mito dei Niobidi, i figli di Niobe sterminati da Apollo e Diana

Potrete intuire che il padre degli dei non può mancare nella poesia ovidiana: ovviamente, Giove viene descritto come grande seduttore e amante insaziabile. Un’intera sala è dedicata proprio al racconto delle sue vicende amorose, come il Ratto di Europa o la vicenda di Leda.

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La sala dedicata agli amori di Giove, raccontati tramite opere d’arte e reperti archeologici

La seconda parte della mostra è dedicata in maniera esclusiva alle “Metamorfosi” di Ovidio. In ogni sala vengono presentati alcuni dei miti più famosi raccontati dal poeta, tramite l’esposizione di opere d’arte di ogni epoca ispirate proprio alla sua opera.

I vari miti sono raccolti per tematiche affini: fanciulle rapite e poi diventate divinità (Proserpina e Arianna) amori infelici, (Narciso o Ermafrodito), le storie di giovani cacciatori morti per mano dei familiari (Ippolito o Meleagro), di giovani morti in volo (Icaro e Fetonte).

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Il “Narciso” di Domenichino, risalente agli inizi del ‘600

Ogni sala racconta i miti tramite sculture, sarcofaghi, mosaici, pitture che vanno dall’età romana fino all’Ottocento.

Volendo, tramite l’audioguida inclusa nel biglietto, è possibile ascoltare i vari racconti proprio nella narrazione di Ovidio, affiancando all’aspetto visivo quello poetico.

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La sala del mito di Ermafrodito

Se tante delle vicende narrate non hanno un lieto fine, l’ultimo mito raccontato, quello di Ganimede, chiude la mostra con un finale positivo: il giovane infatti venne rapito da Giove per diventare coppiere degli dei, diventando così immortale.

È la stessa immortalità che Ovidio era convinto di essersi garantito grazie ai suoi versi.

Ovunque si estende la potenza di Roma sulle terre domate, sarò letto dalla gente, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se c’è qualcosa di vero nelle profezie dei poeti, vivrò”, scriveva il poeta chiudendo le “Metamorfosi”.

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L’ultima sala della mostra, che narra il mito di Ganimede, ma al tempo stesso celebra l’immortalità di Ovidio

A duemila anni dalla sua morte, questa mostra ci dimostra quanto questa speranza non fosse affatto vana.

 

Per scoprire altre mostre da visitare in questi mesi, leggi il post sulle dieci mostre da vedere nel prossimo autunno/inverno

 

Informazioni pratiche

 

Ovidio. Amori, miti e altre storie

Dove:  Scuderie del Quirinale,Via XXIV Maggio 16, Roma

Quando: dal 17 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019

Biglietti: Intero 15 €, ridotto 13 €

Informazioni e sito web: https://www.scuderiequirinale.it/

 

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Alessio Innocenti
Rome, IT

Chierico vagante, eterno studente, "perché la materia di studio sarebbe infinita/e soprattutto perché so di non        sapere niente".                           Sono laureato in Archeologia Medievale, e quando posso vado alla ricerca di borghi, castelli e abbazie, alla scoperta di un passato che è ormai scomparso, ma in qualche modo continua a sopravvivere.

Per qualsiasi informazione, curiosità o proposta di collaborazione, potete scrivere all’indirizzo: [email protected]

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