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Città d'Arte

Cosa vedere a Gubbio in un weekend

Per scoprire come scaricare il post in PDF e il percorso su Google Maps, leggi le istruzioni alla fine dell’articolo.

A pochi chilometri dal confine tra Umbria e Marche, dopo aver attraversato colline coperte di boschi, ecco comparire la città di Gubbio, l'antica 'Ikuvium', fondata dagli Umbri forse addirittura nel primo millennio a. C.

Appena la si intravede dalla strada, la città sembra quasi arrampicarsi lungo le pendici del Monte Ingino, l'altura che domina da millenni l'abitato.

Abitato umbro, poi romano, comune medievale. Una storia millenaria, che è ancora possibile contemplare camminando tra i vicoli di Gubbio.

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Una veduta della città di Gubbio dal teatro romano

Un passato che si riflette sulla stessa vicenda urbanistica del centro abitato: gli Umbri fondano la città sulla sommità del monte Ingino, i Romani la fanno 'scivolare' a valle, dove restano i resti del teatro, mentre in pieno medioevo l'abitato torna a impossessarsi dell'altura.

Nei prossimi paragrafi, vi suggerirò alcuni dei luoghi che è possibile visitare in questo centro abitato dal cuore medievale, magari durante un fine settimana trascorso in Umbria.

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La città vista da Piazza Grande

Cosa vedere a Gubbio il primo giorno: il centro storico medievale

Il punto di partenza per una passeggiata nel centro di Gubbio è Piazza Quaranta Martiri, quella che un tempo era l'area di mercato della città medievale, e che oggi è un luogo dedicato alla memoria degli eugubini uccisi durante l'occupazione tedesca del 1944.

La piazza è uno snodo fondamentale del traffico di Gubbio: qui fermano i pullman turistici ed è possibile lasciare la macchina nel parcheggio a pagamento, a 5 minuti dal centro storico.

Con un solo colpo d'occhio, è possibile ammirare i monumentali palazzi medievali che dominano il centro abitato: il Palazzo dei Consoli e il Palazzo Pretorio.

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Palazzo dei Consoli visto da Piazza Quaranta Martiri

La piazza però è circondata a sua volta da due edifici molto interessanti, che possono essere le prime tappe della vostra camminata tra i vicoli di Gubbio: a ridosso delle mura, la chiesa di S. Francesco, verso il centro storico le 'Logge dei tiratori'.

S. Francesco

Ogni parte dell'Umbria probabilmente possiede un luogo legato al passaggio di Francesco d' Assisi.

Gubbio è citata nelle fonti per il celebre episodio del lupo, l'animale feroce che terrorizzava gli abitanti, e che Francesco aveva addomesticato, facendo in modo che gli eugubini poi adottassero l'animale all'interno delle mura cittadine.

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I resti del fondaco degli Spadalonga, dove Francesco sarebbe stato accolto durante la permanenza a Gubbio

Secondo la tradizione, Francesco sarebbe stato ospitato a Gubbio nel fondaco degli Spadalonga, dove sarebbe stato accolto e vestito dopo l'abbandono della casa paterna.

Ancora oggi, entrando nella chiesa a lui intitolata proprio all'ingresso della città, costruita nel 1255, è possibile ammirare nell'abside destra quelli che vengono considerati i resti dell'abitazione medievale, inglobati nella chiesa.

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Gli affreschi medievali con scene della vita di Francesco. Si intravede la “Rinuncia dei beni”

Sempre nella stessa abside, è possibile scoprire degli affreschi duecenteschi e trecenteschi, con scene della vita di Francesco, come la rinuncia dei beni e il sogno di Innocenzo III.

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Il Cristo Redentore nella volta dell’abside destra

Spostandosi nell'abside sinistra, è possibile scoprire un altro ciclo di affreschi: si tratta delle Storie della vita di Maria, realizzate da un artista originario di Gubbio, Ottaviano Nelli.

Ma l'opera più affascinante realizzata da Nelli si trova in un'altra chiesa di Gubbio, che vi consiglio ugualmente di visitare, e di cui vi parlerò nei prossimi paragrafi: S. Agostino.

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Le scene della vita di Maria, affrescate da Ottaviano Nelli

Logge dei Tiratori

Questo lungo edificio, che chiude Piazza Quaranta Martiri, era in origine l'ospedale di S. Maria, costruito nel 1326, e a partire dal 1452 ceduto in gestione dal Comune alla Confraternita dei Laici.

Quello che però colpisce del complesso è il porticato che lo precede, ma soprattutto il loggiato, costruito nel XVII secolo per volere dell'Arte della Lana, che aveva bisogno di un locale coperto dove 'tirare' i panni, ossia stendere le stoffe per favorirne l'asciugatura.

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La Loggia dei Tiratori, che chiude Piazza dei Quaranta Martiri

L'edificio è chiuso sul lato sinistro da una piccola chiesa, S. Maria dei Laici, realizzata nel Trecento ma profondamente trasformata in età barocca. Al suo interno, restano tracce della cripta medievale.

Per addentrarsi nel centro storico di Gubbio è possibile percorrere, a destra delle Logge dei Tiratori, Via della Repubblica, la vera e propria spina dorsale dell'abitato medievale, che conduce verso Piazza Grande.

Personalmente, credo che uno degli scorci più belli della città si possa ammirare percorrendo Via Piccardi, a sinistra delle Logge.

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Uno scorcio dei vicoli di Gubbio, da cui si intravede il Palazzo dei Consoli

Camminando lungo questa via, attraverserete il torrente Camignano, e soprattutto vedrete il Palazzo dei Consoli perfettamente incastonato tra i tetti della città.

Dopo aver attraversato il torrente, voltate a destra per trovarvi in Piazza S. Giovanni, nell'area dove probabilmente sorgeva il più antico Duomo di Gubbio, sostituito oggi dalla chiesa di S. Giovanni.

Continuate a camminare verso Via della Repubblica, che potete seguire per riprendere la salita verso Piazza Grande.

Via della Repubblica sfocia sulla sinistra in Via Baldassini, una strada che corre parallela a Piazza Grande.

Percorrendola, potrete ammirare sulla destra le monumentali arcate realizzate da maestranze perugine nel 1482 per sorreggere la piazza principale della città.

Piazza Grande infatti ha proprio questa caratteristica: è una piazza pensile, sospesa su queste enormi sostruzioni, la cui costruzione ha richiesto oltre un secolo.

Inoltre, da questo punto di vista è possibile rendersi conto delle dimensioni monumentali del Palazzo dei Consoli, che svetta con la sua torre campanarie oltre i 60 metri d'altezza.

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I monumentali arconi che sorreggono Piazza Grande

Potete salire subito a Piazza Grande percorrendo la salita di via Gattapone, di fronte alla quale trovate la casa natale di S. Ubaldo Baldassini, oppure, proseguendo per via Baldassini, potete raggiungere un altro palazzo pubblico della Gubbio medievale: il palazzo del Bargello.

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Il Palazzo del Bargello, davanti al quale sorge la Fontana dei Matti

Il palazzo del Bargello

In età medievale, il 'Bargello' era una sorta di commissario di polizia, la persona incaricata di gestire i servizi di sorveglianza dentro la città.

Solitamente, il Bargello risiedeva in un suo palazzo, che qui a Gubbio è stato identificato con questo edificio trecentesco, anche se mancano certezze sulla sua effettiva funzione.

Il palazzo presenta intatta la sua facciata medievale, divisa in tre ordini. Notate che bella la finestra al piano terra, con la sua decorazione gotica

Davanti al palazzo, trovate un altro simbolo della città di Gubbio: la Fontana dei Matti, risalente al Cinquecento.

Secondo la tradizione eugubina, se girate tre volte intorno alla fontana e venite 'battezzati' con la sua acqua, riceverete la patente di 'Matto'.

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Sulla Via dei Consoli si aprono numerose case medievali, di cui si intravedono ancora le porte a sesto acuto sulla strada

Percorrendo in salita Via dei Consoli, una delle strade principali della città circondata sui due lati da edifici medievali, raggiungerete Piazza Grande, una delle imprese architettoniche più straordinarie realizzate in età medievale.

Ai due lati della platea, trovate il Palazzo dei Consoli e il Palazzo Pretorio.

Palazzo dei Consoli

Si tratta dell'edificio che più di tutti colpisce il visitatore che esplora Gubbio.

Il Palazzo viene costruito tra il 1332 e il 1349, nell'ambito della costruzione della monumentale Piazza Grande.

Sul grande arcone di ingresso viene ricordata l'attività di Angelo da Orvieto, che si sarebbe avvalso della collaborazione di Matteo Gattapone.

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Il Palazzo dei Consoli, con la sua mole monumentale, svetta su Piazza Grande

Dalla piazza, si vede la facciata principale dell'edificio, divisa in due ordini: quello inferiore è quasi del tutto senza decorazioni, ad eccezioni delle due bifore e del portale, quello superiore presenta sei finestre, e un coronamento con delle merlature.

Oggi il Palazzo ospita il Museo Civico, dove sono esposti reperti archeologici relativi alla Gubbio romana e preromana, mentre all'ultimo piano è possibile visitare la Pinacoteca Comunale, con opere che vanno dall'età medievale a quella barocca.

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Le Tavole Eugubine, una delle più antiche testimonianze esistenti della lingua umbra

Uno dei più importanti reperti conservati è rappresentato dalle Tavole Eugubine, delle lastre di bronzo redatte in lingua umbra, una delle rare testimonianze complete della lingua dell'antica Gubbio.

Visitando il museo, si può inoltre salire sulla loggia del Palazzo, e godere di una splendida veduta sui tetti della città.

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Gubbio vista dalla Loggia del Palazzo dei Consoli

Palazzo Pretorio

Lo potete intuire subito: il Palazzo che è stato identificato come residenza del Podestà non fu mai terminato.

Iniziato nel 1349, sempre nell'ambito dei lavori di Piazza Grande, l'edificio presenta tre grandi sale sovrapposte, con volte poggianti su un unico pilastro centrale.

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Il Palazzo Pretorio sorge di fronte al Palazzo dei Consoli, ma la sua costruzione non è mai stata portata a termine

Osservando la facciata dell'edificio, si notano ancora le pietre sporgenti, pensate per facilitare il lavoro di costruzione dell'edificio.

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La città di Gubbio si “arrampica” sul Monte Ingino. Il campanile che si intravede è quello della Cattedrale

Nella salita verso il centro monumentale della città, avete potuto intuire la particolare conformazione dell'abitato: si tratta di una serie di terrazze parallele, costruite sulle pendici del Monte Ingino.

Ma l'ascesa non termina qui: dalla piazza, guardando verso il monte, potete intravedere la presenza di altri edifici: si tratta del Duomo e del Palazzo Ducale.

Li si può raggiungere percorrendo una scalinata coperta, che sbocca su Via Galeotti, una strada a tratti coperta, che a sua volta vi conduce su Via Ducale.

Su questa strada si affaccia il Palazzo dei Canonici, edificio duecentesco che ospitava i religiosi che seguivano la regola di S. Ubaldo.

Oggi è sede del Museo Diocesano, ma da una delle porte che si affacciano sulla via, potrete vedere un reperto molto particolare: è la cosiddetta 'Botte dei Canonici', un'enorme botte cinquecentesca, che poteva contenere circa 200 ettolitri di vino.

Palazzo dei Canonici

L'edificio è stato costruito nel Duecento per ospitare i religiosi che seguivano la regola di S. Ubaldo, patrono di Gubbio.

Sulla facciata che si apre sulla strada è possibile ammirare le bifore duecentesche, conservatesi in maniera perfetta.

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Una delle sale del Museo Diocesano

Oggi il palazzo ospita il Museo Diocesano, che raccoglie le raccolte di opere d'arte della Cattedrale e della Diocesi di Gubbio.

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La facciata del Duomo di Gubbio, stretta dal Palazzo Ducale

Continuando la salita, si giunge in quello che era l'antico cuore politico della Gubbio medievale, prima della costruzione dei grandi edifici pubblici che avete visitato in precedenza.

Palazzo Ducale infatti, costruzione rinascimentale, ha inglobato l'antico palazzo comunale, e la piazza del Comune che si apriva davanti al Duomo. Questo spiega perché il Palazzo e la Cattedrale sorgono a così poca distanza l'uno dall'altro.

Duomo

La cattedrale di Gubbio, dedicata ai santi protomartiri Giacomo e Mariano, è stata costruita a partire dal XII secolo, per poi essere compiuta nel 1229, e subire vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli.

Sulla facciata, attorno al rosone, sono visibili i rilievi con i simboli degli evangelisti.

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L’interno del Duomo. Si vedono bene gli arconi che sorreggono il tetto dell’unica navata.

L'interno è a navata unica, sostenuta da una serie di grandi arconi gotici, un elemento caratteristico dell'architettura sacra di Gubbio.

L'edificio che è possibile ammirare oggi è frutto di un restauro novecentesco, che ha rimosso tutta la decorazione barocca.

Palazzo Ducale

L'edificio è stato costruito su volere di Federico da Montefeltro, inglobando e riutilizzando gli antichi edifici medievali preesistenti.

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Il cortile del Palazzo Ducale, costruito per volere di Federico da Montefeltro

Il palazzo rinascimentale, terminato nel 1482, è composto da due corpi di fabbrica sono raccordati da un cortile centrale.

Al suo interno è possibile visitare il Museo di Palazzo Ducale, che presenta una replica dello studiolo di Federico, oggi esposto al Metropolitan Museum di New York.

Inoltre, scendendo al di sotto del palazzo, è possibile visitare l'area archeologica, con i resti degli edifici medievali, datati dal X al XIII secolo.

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La copia fedele dell’originale studiolo personale di Federico da Montefeltro

Da Palazzo Ducale, se avete ancora tempo ed energie sufficienti, potete percorrere la salita (si tratta di due km in forte pendenza, che richiedono almeno una quarantina di minuti per essere percorsi) che conduce a S. Ubaldo, la basilica che domina l'abitato, e che avrete intravisto camminando per Gubbio.

Altrimenti, potete rimandare la visita a S. Ubaldo al secondo giorno.

Secondo giorno a Gubbio: i quartieri medievali

Se la prima giornata passata a Gubbio può essere spesa visitando i suoi monumenti principali, la seconda è possibile dedicarla alla scoperta dei quartieri che si sviluppano intorno al centro storico, alla scoperta di vicoli, scorci, piazze e chiese che non hanno nulla da invidiare ai grandi monumenti della città.

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Un vicolo di Gubbio

Come accade spesso per le città medievali, noterete che i quartieri si sono sviluppati intorno alle chiese degli Ordini Mendicanti: S. Domenico, S. Francesco e S. Agostino.

Partendo sempre da Piazza Quaranta Martiri, questa volta potete dirigervi a sinistra, e seguire Via Cavour, per inoltrarvi nel quartiere di S. Martino.

Seguendo la strada, raggiungerete in piazza Giordano Bruno la chiesa di S. Domenico, costruita nel trecento sui resti della più antica chiesa di S. Martino. Osservando l'edificio, potete notare subito un elemento particolare: la facciata è incompiuta.

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La facciata incompiuta di S. Domenico

Si affaccia sulla piazza anche un palazzo nobiliare trecentesco, Palazzo Beni.

Lasciate piazza Giordano Bruno seguendo Via Vantaggi, e qui il consiglio è soltanto quello di perdersi tra i vicoli del quartiere, alzando ogni tanto lo sguardo verso il cielo per vedere svettare le torri medievali che ancora sopravvivono.

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Una torre medievale che svetta nel centro storico della città

In questa parte di Gubbio sorge un altro palazzo pubblico medievale, il cosiddetto Palazzo del Capitano del Popolo, che come potete vedere ha una facciata che segue la curvatura della strada.

Davanti al palazzo, a terra, c'è una pietra, il cosiddetto 'Pietrone', dove viene fatto sostare il Cristo Morto durante le processioni del Venerdì Santo.

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Il Palazzo del Capitano del Popolo, la cui facciata segue la curvatura della strada

A pochi metri dal Palazzo del Capitano del Popolo, trovate l'accesso al Parco Ranghiasci, un parco romantico realizzato dall’omonima  famiglia nell'Ottocento, e una delle tante porte medievali di Gubbio, porta Metauro. Questa porta ha però una particolarità: è l'unica di cui si sia conservato anche il portone di legno.

Appena fuori dalla porta, si raggiunge S. Maria della Foce, la chiesa di partenza della processione del Venerdì Santo. Purtroppo, nel momento in cui scrivo, la chiesa è chiusa per restauro.

Passando nel Parco Ranghiasci, o percorrendo Via del Camignano, potete tornare a Via dei Consoli, e da qui a Piazza Grande, per iniziare la visita ai quartieri occidentali della città.

Si percorre Via XX Settembre fino a raggiungere la chiesa di S. Marziale, un piccolo edificio risalente al XII secolo, con un interno a due navate molto semplice, ma estremamente evocativo.

Dalla chiesa si può scendere verso una delle più antiche porte della città di Gubbio, Porta Vehia, risalente al IV sec. a.C.

Poco più avanti, si incontra invece una porta della cinta medievale, Porta Romana, e uscendo da questa porta, troverete ad attendervi una delle piccole perle che la città di Gubbio possiede: la chiesa di S. Agostino.

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Porta Romana, una delle porte medievali della città

S. Agostino

Forse la sua facciata settecentesca potrebbe non affascinarvi a tal punto da spingervi a entrare, ma vi assicuro che una visita questa chiesa la merita davvero.

Nell'abside infatti, scoprirete un ciclo di affreschi con le storie di S. Agostino, realizzato da Ottaviano Nelli nel primi decenni del Quattrocento.

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L’abside della chiesa di S. Agostino è decorata con gli splendidi affreschi di Ottaviano Nelli, che ritraggono scene della vita di S. Agostino

Nelli era il più importante artista eugubino dell'epoca, esponente del cosiddetto 'Gotico internazionale', che aveva il suo rappresentante più celebre in un altro artista, nato a poca distanza da qui: Gentile da Fabriano.

Si tratta di 26 riquadri che narrano la vita del santo, e sono conservati in maniera quasi perfetta.

Ai bellissimi colori di questi affreschi gotici si sovrappone il grande crocifisso ligneo quattrocentesco, e sull'arco trionfale un bel Giudizio Universale.

Oltre all'importanza del ciclo di pitture, è affascinante poter visitare l'abside e avvicinarsi agli affreschi, elemento non scontato in questi contesti.

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Notate la brillantezza dei colori degli affreschi. Sono conservati in maniera eccezionale

Se volete raggiungere la basilica di S. Ubaldo tramite la funivia, trovate la biglietteria a pochi passi da S. Agostino (naturalmente, l'uso della funivia è fortemente sconsigliato a chi soffre di vertigini).

S. Ubaldo

Sulla sommità di Gubbio, a dominare e proteggere la città, sorge questa basilica, edificata nel XV secolo. Al secolo successivo risalgono il Convento e il Chiostro.

La chiesa, a cinque navate, ospita il corpo di S. Ubaldo, trasportato qui nel 1194.

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La tomba di S. Ubaldo, conservata nella basilica dedicata al santo

Nella navata destra, sono inoltre conservati i 3 ceri, le monumentali macchine di legno che vengono trasportate per le vie di Gubbio ogni 15 di Maggio, durante la Festa dei Ceri.

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I Ceri, le macchine di legno che vengono trasportate per le strade della città ogni 15 di Maggio, durante la Festa dei Ceri

Tornando a Porta Romana, si percorre Via Dante, per quella che durante la 'Corsa dei Ceri', l'evento più importante che si svolge in città, viene chiamata la 'calata dei Neri'.

Qui, all'incontro tra via Dante e Corso Garibaldi, la strada forma un angolo retto: a tutelare questo slargo, c'è un'edicola che contiene una grande statua di S. Ubaldo, realizzata nel settecento.

L'opera è una riproduzione della scultura dedicata a S. Ubaldo nel colonnato di Bernini a S. Pietro.

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La statua di S. Ubaldo, una copia della scultura del santo presente a Roma, in piazza S. Pietro

Continuate a percorre Corso Garibaldi, la via principale della città, per poi scendere a sinistra lungo Via Armanni, che vi condurrà a uno dei più antichi insediamenti conventuali di Gubbio: S. Pietro.

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La facciata della chiesa di S. Pietro. Accanto al portale, si vedono i resti del porticato che precedeva la chiesa

Da S. Pietro potete tornare verso Piazza Quaranta Martiri, e da qui uscire dal centro abitato.

Appena fuori dalle mura medievali, potrete chiudere la vostra camminata visitando il Teatro Romano, realizzato nel I sec. d.C., e l'area archeologica della Guastuglia.

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La città di Gubbio “incastonata” tra le rovine del Teatro Romano

Il medioevo di pietra a Gubbio

Questi sono solo alcuni dei luoghi che potete visitare durante la vostra permanenza a Gubbio. Oltre ai singoli monumenti, quello che rimane impresso dopo la visita alla città, è il colore chiaro delle pietre con cui sono costruite le case, i palazzi e le chiese.

E ovviamente, i monumentali palazzi pubblici, che ancora oggi testimoniano la prosperità raggiunta da Gubbio durante il medioevo.

 

Come Arrivare a Gubbio

Gubbio si trova nella parte nord est dell'Umbria, a ridosso della catena appenninica e poco lontano dal confine con le Marche.

In auto

Per chi proviene da nord
Autostrada del Sole A1 Milano-Napoli: si deve uscire ad Arezzo e proseguire in direzione Sansepolcro. A Sansepolcro si imbocca la E45 fino ad Umbertide per poi deviare in direzione Gubbio.
Autostrada Adriatica A14: si esce a Fano e si imbocca prima la SS-73BIS / E78 e poi la SP-3 in direzione Gubbio.
Superstrada E45: si percorre fino all'altezza di Umbertide per poi deviare in direzione di Gubbio.

Per chi proviene da sud
Autostrada del Sole A1: si esce a Orte e si prosegue lungo la superstrada E45 in direzione di Perugia. All'altezza di Bosco si esce in direzione Gubbio.
Autostrada Adriatica A14: uscita Ancona-Nord. Poi si prosegue per Jesi, Fabriano e da qui si raggiunge Gubbio.

In  treno

Linea Ferroviaria Roma – Ancona
stazione di Fossato di Vico/Gubbio
collegata con servizio bus (18 km da Gubbio);

Linea Ferroviaria Firenze – Terontola – Perugia
stazione di Perugia/Fontivegge
collegata con servizio bus (40 km da Gubbio). Tutte le info sui treni le trovate qui.

La linea E052 Gualdo Tadino – Fossato di Vico – Gubbio effettua corse con fermata alla stazione ferroviaria di Fossato di Vico e in Piazza Quaranta Martiri a Gubbio: serve chi arriva in treno a Fossato di Vico e deve raggiungere Gubbio.

In Autobus

Umbria Mobilità effettua collegamenti con Perugia, Stazione di Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Umbertide, Città di Castello ed altre località della Provincia di Perugia. Tutte le info sono qui.

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Alessio Innocenti
Rome, IT

Chierico vagante, eterno studente, "perché la materia di studio sarebbe infinita/e soprattutto perché so di non        sapere niente".                           Sono laureato in Archeologia Medievale, e quando posso vado alla ricerca di borghi, castelli e abbazie, alla scoperta di un passato che è ormai scomparso, ma in qualche modo continua a sopravvivere.

Per qualsiasi informazione, curiosità o proposta di collaborazione, potete scrivere all’indirizzo: [email protected]

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