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“Con i piedi nel Medioevo”, di Virtus Zallot

Nella vita di tutti i giorni, molti di noi sono abituati a osservare con attenzione le mani delle persone che ci capita di incontrare.

Se un nostro interlocutore eccede nel gesticolare possiamo esserne infastiditi, se indossa o meno una fede possiamo intuirne la situazione sentimentale, l’utilizzo di guanti può farci dedurre qualcosa del suo ceto sociale.

Per non parlare del significato dei vari gesti che si possono compiere usando le mani: negli ultimi anni, ci sono state diverse ricerche e pubblicazioni dedicate allo studio della loro gestualità, soprattutto in ambito artistico.

con i piedi nel medioevo

Il libro di Virtus Zallot è un saggio sul ruolo che scarpe, calzature e gestualità riferite ai piedi hanno avuto in età medievale

Nelle opere d’arte infatti, anche un semplice gesto della mano può nascondere numerosi significati, in particolare in un’epoca che dava grande importanza ai simboli come quella medievale.

In un libro appena pubblicato da il Mulino invece, intitolato “Con i piedi nel Medioevo. Gesti e calzature nell’arte e nell’immaginario”, la prof.ssa Virtus Zallot ha spostato la sua attenzione un po’ più in basso, “dove non è mai sceso nessuno in modo impegnato”, come scrive Chiara Frugoni nella sua introduzione al volume.

In questo saggio, l’autrice si concentra proprio sull’importanza che piedi e scarpe hanno avuto nel medioevo, con l’obiettivo di guidare il lettore nella decodifica di questo particolare sistema di simboli.

E sono tante le curiosità che si scoprono leggendo i vari capitoli del volume.

Piedi calzati e piedi “scalzati”

Nella lingua corrente, il termine “scalzare” viene utilizzato quando si vuole “indebolire e compromettere del tutto l’autorità, la posizione sociale di qualcuno, generalmente con metodi sleali”, oppure “far rimuovere qualcuno dal ruolo che occupa”.

Questo significato del termine ha origine proprio in pieno medioevo, racconta Zallot, quando si toglievano le scarpe a qualcuno per declassarlo o umiliarlo, sottolineando una profonda differenza tra chi poteva indossare una calzatura e chi no.

con i piedi nel medioevo tradimento

Cristo è spesso raffigurato scalzo, a sottolinearne la scelta di vivere in povertà

Si potrebbe quindi sintetizzare che di solito è il ricco a poter indossare un paio di scarpe, a differenza del povero. Non è un caso che Cristo sia spesso raffigurato a piedi nudi, a indicarne la povertà, e che S. Francesco si sia “scalzato” a sua volta, per indicare la sua totale adesione alla povertà professata dal vangelo.

Nei dieci capitoli che compongono il libro, l’autrice si sofferma proprio sulla valenza sociale che le calzature potevano assumere in età medievale, sul modo in cui potevano essere raffigurate nelle opere d’arte, ma anche nelle varie citazioni presenti nei testi dell’epoca.

Un continuo riferimento a immagini e testi medievali quindi, per suggerire al lettore un quadro quanto più completo del tema trattato.

Ma non è tutto: piedi e scarpe sono interessati da tutta una serie di rituali, di gesti, che amplificano ulteriormente il mondo dei loro significati.

Gesti e rituali legati a piedi e scarpe

Prendiamo ad esempio uno dei rituali dal più importante significato simbolico riferito ai piedi e appartenente alla tradizione cristiana, la lavanda dei piedi, a cui è dedicato un intero capitolo del libro.

Permettere a una persona di potersi lavare i piedi prima di entrare in casa altrui era uno dei più importanti gesti di ospitalità che si potevano compiere.

Solitamente, il compito era affidato ai servi, che erano quindi incaricati di lavare e asciugare i piedi degli ospiti. Pensate quindi quanto fosse contro ogni norma sociale dell’epoca la scelta di Gesù, che decise di lavare lui stesso i piedi dei suoi discepoli.

con i piedi nel medioevo lavanda dei piedi

La “rivoluzionaria” lavanda dei piedi compiuta da Gesù

Era un vero e proprio rovesciamento dei ruoli, dal grande significato: i discepoli dovevano essere pronti a mettersi umilmente a disposizione del proprio prossimo.

Il piede è poi anche simbolo di potere: calpestare il nemico è un tema ricorrente nella Bibbia, così come nell’arte medievale sono molti i santi raffigurati nell’atto di calpestare esseri demoniaci e diabolici.

I piedi calpestano, ma spesso devono essere anche riveriti. Ancora una volta, la nostra lingua presenta una sopravvivenza della cultura medievale, nel termine dispregiativo “leccapiedi”.

Oggi lo si utilizza per indicare una persona totalmente asservita a un’altra: non a caso, solitamente è un animale a leccare i piedi del proprio padrone.

con i piedi nel medioevo san michele

San Michele è spesso raffigurato mentre calpesta il drago

Come racconta però Virtus Zallot, effettivamente nel medioevo esisteva un gesto di profonda riverenza, che consisteva proprio nel baciare un piede: si tratta del bacio al piede papale, in quanto tutti i sovrani e principi, e gli altri potenti dell’epoca, dovevano baciare il piede del pontefice.

Gli stessi imperatori non potevano sottrarsi al rito, e furono costretti a rispettarlo anche i più fieri oppositori del papato, come Federico Barbarossa.

Analizzando però il rituale, si scopre che in realtà, il piede del pontefice era coperto da un calzare, dove era ricamata una croce. L’omaggio quindi era inteso non tanto alla figura del pontefice, quanto al suo ruolo di vicario di Cristo (pensate che il Bacio della pantofola è stato abolito da Giovanni XXIII soltanto nel 1958: si può parlare davvero di un “lungo” medioevo in questo caso!).

con i piedi nel medioevo stimmate

I piedi crocifissi di Gesù erano uno dei soggetti più raffigurati nell’arte medievale

Il bacio al piede era inoltre presente in un’altra raffigurazione, che ancora oggi siamo abituati a vedere spesso, soprattutto con l’avvicinarsi del Natale: si tratta dell’Adorazione dei Magi.

Molto spesso infatti, la scena prevede la raffigurazione del corteo dei sovrani orientali che adorano Gesù bambino, e uno di loro si inginocchia per sfiorarne il piede con la bocca. Un gesto che sottolinea la superiore regalità di Cristo.

Scarpe celebri

Come detto, scarpe e calzature spesso erano un privilegio per pochi, e in un capitolo del libro viene raccontata anche la vicenda delle calzature forse più prestigiose di tutta l’età medievale: i calzari di porpora dell’Imperatore d’Oriente.

Le fonti sottolineano come queste calzature fossero morbide, costose e delicate, e il loro colore rosso era più rosso di quello delle rose.

I calzari sono presenti in molte raffigurazione dei vari imperatori bizantini, compreso il celebre mosaico raffigurante la corte di Giustiniano a Ravenna, e sono decorati spesso con pietre preziose.

con i piedi nel medioevo natività

Anche nelle scene più comuni, come la Natività, è facile incontrare la raffigurazione di scarpe e calzari

Se un paio di calzature può essere un segno di riconoscimento in un momento di prosperità e ricchezza, può esserlo allo stesso modo in un momento di disgrazia: secondo alcuni resoconti, nel 1453, anno della caduta di Costantinopoli, Maometto II aveva ordinato di far cercare i calzari di porpora.

Una volta trovati infatti, avrebbe potuto riconoscere facilmente il corpo dell’imperatore Costantino II, e avere la conferma della sua morte.

Un racconto della vita quotidiana nel Medioevo

Come avete potuto intuire dai paragrafi precedenti, il libro di Virtus Zallot è davvero una raccolta completa di informazioni, immagini e aneddoti sulle calzature e sulla gestualità dei piedi nel mondo medievale.

È un volume che permette di entrare in contatto con una parte della vita quotidiana del passato troppo spesso sottovalutata, e che invece può raccontarci ancora molto della nostra storia, e del nostro presente.

Scheda del libro

Titolo: Con i piedi nel Medioevo. Gesti e calzature nell’arte e nell’immaginario

Autore: Virtus Zallot

Editore: Il Mulino

Anno: 2018

Prezzo: 25 €

Per acquistare online: Sito Il Mulino – IBS – LaFeltrinelliMondadori Store

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Alessio Innocenti
Rome, IT

Chierico vagante, eterno studente, "perché la materia di studio sarebbe infinita/e soprattutto perché so di non        sapere niente".                           Sono laureato in Archeologia Medievale, e quando posso vado alla ricerca di borghi, castelli e abbazie, alla scoperta di un passato che è ormai scomparso, ma in qualche modo continua a sopravvivere.

Per qualsiasi informazione, curiosità o proposta di collaborazione, potete scrivere all’indirizzo: [email protected]

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