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“Uomini e animali nel Medioevo. Storie fantastiche e feroci”, di Chiara Frugoni

Se state camminando in un bosco, fate attenzione ai lupi. Sono animali diabolici, feroci, e anche molto astuti. Per fuggire dalle loro grinfie, avete una sola possibilità: dovete vedere il lupo prima che lui veda voi. In questo caso, l’animale perderà tutta la sua forza.

Ma state attenti: se sarà il lupo a vedervi per primo, vi verrà sottratta la forza di gridare. Per salvarvi allora dovrete lasciare cadere a terra i vostri abiti, calpestarli e battere l’una contro l’altra due pietre. Solo in questo modo l’animale fuggirà, e voi sarete salvi.

Il lupo era soltanto uno degli animali che l’uomo medievale poteva incontrare nell’ambito della sua vita quotidiana. Di questo mondo, popolato di bestie feroci e animali fantastici, racconta Chiara Frugoni nel suo ultimo libro, “Uomini e animali nel Medioevo. Storie fantastiche e feroci” (Il Mulino Editore).

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Il nuovo libro di Chiara Frugoni è dedicato al rapporto tra uomini e animali nel Medioevo. Si tratta di un racconto realizzato tramite le immagini, le opere d’arte e i testi dell’epoca

Si tratta di un vero e proprio viaggio nell’immaginario medievale, attraverso le opere d’arte, le immagini e la lettura di testi dell’epoca.

Il libro ha una peculiarità molto importante: l’autrice vuole instaurare un dialogo con il lettore, accompagnarlo in questo percorso visivo mettendosi al suo fianco.

Questa familiarità la si intuisce già sfogliando le prime pagine: ad attendervi infatti c’è la classica introduzione, che spesso viene saltata dai lettori per immergersi nel vivo del libro.

In questo caso però, Chiara Frugoni lancia il primo messaggio di complicità nei confronti di chi legge: l’introduzione è “da leggere, se possibile”.

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Il libro è corredato da un ricco apparato di immagini, che vengono analizzate nel dettaglio, e diventano parte integrante del racconto

Uomini e animali nel Medioevo: una relazione complicata

E le prime pagine infatti sono quanto mai fondamentali per entrare nel mondo degli animali in epoca medievale.

Perché forse tra unicorni, draghi, e grifoni, noi lettori moderni siamo portati a pensare che l’elemento principale del rapporto tra uomo e animale nel medioevo fosse la meraviglia, lo stupore, la curiosità.

Niente di tutto questo. Gli animali erano infatti fondamentali perché garantivano all’uomo cibo e assistenza nei lavori agricoli, ma soprattutto potevano essere una seria minaccia per la sua sopravvivenza.

Molte delle bestie che era possibile incontrare nelle foreste, nei boschi, ma a volte anche nelle strade cittadine, erano feroci, e l’uomo doveva imparare a difendersi. Ecco allora qual era uno dei sentimenti prevalenti dell’uomo nei confronti dell’animale: la paura.

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Oltre agli animali fantastici, esistevano tutta una serie di esseri a metà tra il mondo animale e quello umano, come i Fauni, che venivano considerati però assimilabili agli esseri umani

E non bisognava difendersi soltanto dagli animali che era possibile incontrare nella vita di tutti i giorni, ma anche da quelle bestie esotiche, come gli unicorni o i draghi, che noi definiremmo “fantastiche” ma che per gli uomini medievali erano assolutamente reali.

La struttura del libro

Nei cinque capitoli che compongono il volume, Chiara Frugoni ci aiuta quindi a decifrare questo mondo così diverso dal nostro, a capire in quale modo gli uomini del tempo riuscissero a superare i timori nei confronti del mondo animale.

Sono le immagini ad avere una funzione fondamentale nel’architettura del libro: all’interno di ogni sezione infatti, sculture, affreschi e miniature diventano parte integrante del racconto, e  vengono analizzate in maniera dettagliata e precisa.

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Secondo il racconto del Genesi, Dio concede ad Adamo la facoltà di dare il nome agli animali. Si tratta di un episodio raffigurato molto frequentemente in età medievale, ripetendo l’iconografia della creazione degli animali da parte di Dio

I primi due capitoli sono dedicati all’analisi di un episodio fondamentale per capire il rapporto tra uomo e animale nel Medioevo: come racconta la Bibbia, nel Genesi Dio aveva dato ad Adamo il compito di dare un nome agli animali, affinché potesse fare affidamento sulla loro sottomissione.

È chiara l’importanza di questo brano dell’Antico Testamento: è stato Dio stesso a stabilire la superiorità dell’uomo sugli animali.

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Adamo attribuisce il nome agli animali. Sulla destra, uno degli affreschi della Collegiata di S. Gimignano con scene del libro di Giobbe

Questo scenario però cambia inevitabilmente con la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden: a causa del peccato originale, l’uomo ha perso il suo dominio sugli animali, che sono ora in grado di fargli del male.

Il terzo capitolo è dedicato agli animali “fantastici”, come il liocorno, il basilisco o il grifone, tanto affascinanti quanto pericolosi per l’uomo. Non c’erano dubbi sulla loro reale esistenza: unghie di grifoni e ossa di numerosi di questi animali erano presenti nei vari tesori del tempo.

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A differenza della nostra percezione moderna, l’unicorno nel Medioevo era un animale pericoloso e particolarmente temuto

Al centro della narrazione c’è l’unicorno, uno degli animali che ancora oggi forse ci affascina di più, insieme al drago.

È l’occasione per descrivere una delle opere d’arte più famose raffiguranti questo essere fantastico: il ciclo de “La dama e l’unicorno”, una serie di sei arazzi conservati oggi al Musée de Cluny di Parigi.

 

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il ciclo de “La dama e l’unicorno”, una serie di sei arazzi conservati oggi al Musée de Cluny di Parigi.

Segue un capitolo che è una sorta di viaggio nel viaggio: è dedicato infatti alle mappae mundi, le grandi carte geografiche che venivano esposte nelle chiese o riprodotte nei codici dei manoscritti.

Si tratta di bellissime raffigurazioni della terra, dove venivano disegnate città, edifici, e ovviamente animali e piante. In queste grandi carte geografiche, gli animali fantastici e feroci erano rappresentati soprattutto in Asia e in Africa, i luoghi lontanissimi per eccellenza.

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La mappa mundi di Ebstorf viene descritta nel dettaglio all’interno del libro, permettendoci di compiere un vero e proprio viaggio nell’immaginario medievale

È proprio in questo capitolo più che in altri che l’autrice ci conduce letteralmente per mano alla scoperta del mondo medievale, tra bestie fantastiche e uomini spaventosi, come i Cinocefali, esseri umani dalle teste di cane, o i Panozi, uomini dalle orecchie gigantesche.

La descrizione della Mappa mundi di Ebstorf, una delle più complete mai realizzate in età medievale, è forse il momento più coinvolgente dell’opera.

 

Con l’ultimo capitolo potremmo dire che si torna alla “realtà”, concentrando l’attenzione sugli animali feroci che effettivamente gli uomini del tempo potevano incontrare nella loro vita quotidiana: lupi, orsi, cinghiali.

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Il lupo era una delle minacce più pericolose per l’uomo medievale: non solo per la sua furbizia e ferocia, ma anche per la sua caratteristica di spostarsi spesso in branco

Ma anche in questo caso, l’elemento fantastico non può mancare: nel caso dei lupi ad esempio, viene sottolineato come uno dei personaggi più celebri del nostro immaginario horror, il lupo mannaro, era già al centro dei racconti medievali.

Non manca un paragrafo dedicato a un aspetto per noi molto difficile da comprendere: il processo agli animali. In età medievale infatti, un animale che si era macchiato di colpe gravi, come l’uccisione di un essere umano, poteva essere sottoposto a processo e condannato, esattamente come accadeva agli uomini.

Chiude questa avvincente cavalcata un paragrafo dedicato a Francesco d’Assisi, una figura a cui Chiara Frugoni ha dedicato anni di ricerca. Non potevano quindi mancare il racconto della predica agli uccelli e, soprattutto, l’episodio del Lupo di Gubbio.

Un viaggio per immagini nel mondo medievale

Il libro di Chiara Frugoni è un appassionante racconto dei tanti animali che popolavano il mondo, e spesso la fantasia, degli uomini medievali.

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Il sogno del re Nabucodonosor, e una miniatura raffigurante l’Arca di Noè

Il ricco apparato di immagini rende ancora più affascinante l’immersione in questo universo, aiutandoci a capire quanto effettivamente gli animali fossero davvero onnipresenti nella vita quotidiana dell’epoca.

E non è forse un caso che ai due estremi del volume siano collocati Adamo e S. Francesco: da una parte, il progenitore dell’umanità, che è il signore assoluto del regno animale, colui al quale tutte le bestie sono asservite; dall’altra Francesco, colui che, tramite la comprensione e il dialogo, si fa promotore di una concezione alternativa del rapporto uomo-animale, basata sulla convivenza e il rispetto reciproco.

Una lezione, quella di Francesco, di una modernità straordinaria.

 

Scheda del libro

Titolo: Uomini e animali nel Medioevo. Storie fantastiche e feroci

Autore: Chiara Frugoni

Editore: Il Mulino

Anno: 2018

Prezzo: 40 €

Per acquistare online: Sito Il Mulino – IBS – LaFeltrinelliMondadori Store

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Alessio Innocenti
Rome, IT

Chierico vagante, eterno studente, "perché la materia di studio sarebbe infinita/e soprattutto perché so di non        sapere niente".                           Sono laureato in Archeologia Medievale, e quando posso vado alla ricerca di borghi, castelli e abbazie, alla scoperta di un passato che è ormai scomparso, ma in qualche modo continua a sopravvivere.

Per qualsiasi informazione, curiosità o proposta di collaborazione, potete scrivere all’indirizzo: [email protected]

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