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Castel del Monte: una corona di pietra

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Negli ultimi decenni, non c'è stato un monumento che più di Castel del Monte sia stato oggetto di interpretazioni esoteriche e fantasiose: è stato considerato una riproduzione della Piramide di Cheope, voluta da Federico II, l'ultimo Faraone; oppure lo si è creduto un castello che l'imperatore aveva fatto costruire ai templari per custodire il tesoro dei tesori, il Santo Graal.

Inoltre, l'edificio sarebbe perfettamente allineato con la Cattedrale di Chartres e il tempio di Salomone a Gerusalemme, e infatti una strana energia radioattiva farebbe spesso saltare il funzionamento dei dispositivi elettronici dei visitatori.

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Castel del Monte compare improvvisamente tra le colline pugliesi, isolato e solitario

Inutile dire che si tratta di teorie fantasiose, mai suffragate da prove concrete.

Nei prossimi paragrafi, visiteremo insieme il castello, e ne approfitteremo per fare un po' di chiarezza sulla sua reale funzione e sul suo utilizzo.

Tutto questo non sminuirà il fascino del luogo: stiamo pur sempre per entrare in un castello medievale, e già soltanto questa definizione lascia aperta la porta a tanti significati simbolici, che comunque l'edificio doveva avere.

Castel del Monte: un castello medievale

Prima di tutto, cos'era Castel del Monte? Ce lo suggerisce il suo stesso nome: era un castello.

Può sembrare scontato ribadirlo, ma è così che Federico II chiama l'edificio nell'unico documento, datato 1240, in cui lo cita: si tratta di un 'castrum' costruito presso la chiesa di S. Maria del Monte, nelle Murge pugliesi.

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Otto torri a pianta ottagonale sono inserite nell’ottagono del castello

Nel documento, Federico II ordina la costruzione immediata dell’actractus, un termine il cui significato è ancora molto discusso tra gli studiosi: c'è chi lo ha tradotto con 'pavimento', chi ritiene che il termine indichi in maniera generica il 'materiale edilizio'.

Una delle ipotesi più recenti, dovuta al Prof. Raffaele Licinio, scomparso pochi mesi fa, suggerisce che il termine indicasse invece la copertura della terrazza del castello, e quindi la conclusione dei lavori.

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Sono tante le interpretazioni proposte per l’edificio. Su un elemento sono concordi tutti gli studiosi: il castello era una vera e propria corona di pietra

Avvicinandosi all'edificio, ci sono alcuni elementi che colpiscono subito il visitatore: la sua posizione isolata su una collina, il suo colore chiaro, la sua pianta ottagonale.

È  vero, l'edificio sorge oggi isolato tra le colline pugliesi, ma non pensatelo come un elemento separato dal territorio in cui era inserito: Federico II infatti era un grande costruttore di castelli, e un documento risalente agli anni 1241-1246 ricorda l'esistenza di 111 strutture castellari nelle odierne regioni di Puglia e Basilicata.

Castel del Monte era parte integrante di questa rete, ed era probabilmente meno isolato all'epoca di quanto ci appare oggi.

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Molti degli elementi decorativi del castello sono realizzati in breccia corallina, come questo splendido leone, posto accanto al portale d’ingresso

Per la costruzione del castello venne utilizzata una pietra calcarea locale, di colore bianco e rosa, a cui si alterna il marmo per la decorazione delle finestre.

Un altro materiale molto particolare è invece usato per la decorazione delle porte e degli elementi architettonici interni: si tratta di breccia corallina, formata da terra rossa, calcare e argilla, che contribuiva a riempire di colore rosso il castello.

In breccia corallina è stato realizzato anche il portale centrale: una sorta di arco trionfale di ispirazione classica, con pilastri che reggono un finto architrave.

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Il portale d’ingresso di Castel del Monte: presenta elementi classici, romanici e gotici, una sintesi di tante influenze differenti

Accanto all'ingresso, su due colonne finissime sono posti due leoni, come accade spesso nei portali delle chiese romaniche. L'arco centrale però è a sesto acuto, come nell'architettura gotica.

In un solo elemento vengono riuniti tre influenze architettoniche diverse: arte classica, romanica e gotica.

Perché Castel del Monte è anche questo: una continua mescolanza di stili differenti.

Castel del Monte: la pianta

È però la pianta del Castello l'elemento che più ha fatto discutere gli studiosi, e più ha fatto innamorare chi ha visitato l'edificio.

Il castello è un ottagono, sui cui spigoli sono innestate otto torri, a loro volta di pianta ottagonale.

L'edificio ha inoltre due piani, ognuno dei quali presenta otto stanze a pianta trapezoidale.

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La pianta del castello (immagine da Wikipedia)

Ovviamente anche il cortile interno è un ottagono, ma manca uno degli elementi spesso usato per sostenere le tesi più 'esoteriche'sul castello: la vasca ottagonale che, secondo le più recenti indagini, sembra non essere mai esistita.

Ma perché questa continua ripetizione del numero otto? Si trattava di un numero molto importante nel mondo medievale: ad esempio, era considerato un numero perfetto, perché rappresentava la somma dei sette giorni della creazione con l'ottavo, quello della Resurrezione di Cristo.

L'ottagono è però anche il risultato dell'intersezione tra il cerchio, simbolo di perfezione divina, e il quadrato, simbolo di perfezione umana, e quindi può rappresentare Cristo, punto di contatto tra la natura umana e quella divina.

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Il numero 8 ritorna continuamente nella pianta dell’edificio: il castello è ottagonale, e ha otto torri ottagonali lungo le mura

Questi sono solo alcuni dei tanti significati legati all'otto e all'ottagono, ma molti studiosi di Castel del Monte concordano almeno su un punto: la pianta del castello farebbe riferimento a un altro oggetto molto importante nel medioevo, la corona imperiale.

La corona, oggi conservata nel Kunsthistorisches Museum di Vienna, è infatti formata da otto placchette d'oro decorate da gemme.

Ecco allora che Castel del Monte sarebbe proprio una sorta di riproduzione della corona, un monumento all'autorità imperiale.

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La corona imperiale, realizzata nel X secolo, a cui è stata aggiunta la croce nel secolo successivo. Oggi è conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna (immagine da Wikipedia)

Chiunque si avvicinava all'edificio vedeva comparire questa corona di pietra sulle colline pugliesi, e poteva percepire la potenza dell'imperatore.

Un'esperienza che possiamo vivere ancora oggi: l'apparizione del castello in lontananza è infatti una delle emozioni più forti che si possono provare durante la visita.

Castel del Monte: gli interni

Il cortile interno del castello riprende la pianta ottagonale, ma non si tratta di un ottagono perfettamente regolare: anche questo è un elemento che ridimensiona molte teorie sulla 'perfezione' architettonica e dimensionale di Castel del Monte.

Eppure, si tratta di uno dei motivi che dovrebbero far apprezzare ancora di più questo edificio: chi lo visita infatti non percepisce l'irregolarità delle dimensioni, e rimane invece stupito dall'armonia che la struttura sembra suggerire.

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Il cortile interno del castello, che presenta a sua volta la pianta ottagonale

Verso il cortile si aprono inoltre finestre e portali, anche qui realizzati in marmo e breccia corallina, senza però rispondere a criteri di simmetria: le aperture sono distribuite in base alle necessità di ogni singolo ambiente.

Dal cortile si entra negli ambienti interni, dove è possibile notare subito la loro pianta molto particolare: si tratta infatti di otto trapezi per piano.

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Gli ambienti interni del castello hanno una pianta a forma di trapezio

Come hanno risolto il problema della copertura di queste stanze? In una maniera semplice, ma efficace: hanno scomposto il trapezio in un quadrato (la parte centrale del trapezio) e in due triangoli (le due parti laterali).

In questo modo, hanno coperto il quadrato con una volta a crociera, mentre i due triangoli sono stati coperti da due volte a semibotte.

Questa grande capacità tecnica rende possibile a chi visita il castello di non accorgersi quasi della pianta particolare delle stanze: tutto sembra essere perfettamente pensato e costruito.

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Anche l’interno delle torri è decorato con sculture e mensole figurate

Si sale al secondo piano passando per una delle otto torri del castello (non fatevi ingannare dal senso antiorario della scala: sono diverse le strutture castellari che presentano questa caratteristica, come il castello svevo di Bari).

Sollevate lo sguardo anche all'interno delle torri: come gli altri ambienti del castello, sono chiuse da una copertura con decorazioni molto raffinate.

È proprio nelle chiavi di volta, nelle mensole che sorreggono le coperture che è possibile scoprire volti umani, animaleschi e decorazioni floreali, che arricchivano ulteriormente il castello.

Guardate ad esempio questa testa di fauno, usata come mensola per sostenere la volta della terza torre del castello.

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Una delle teste figurate che decorano il castello. Questo fauno è già una scultura pienamente gotica

È qualcosa di straordinario, sembra una scultura presa dalla facciata di una cattedrale gotica francese.

La resa movimentata della barba e dei capelli, l'espressione intensa del volto, lo sguardo che si perde verso un punto indefinito, tutto contribuisce a creare un'immagine che è qualcosa di diverso dall'arte medievale precedente.

Sempre nella stessa torre, un'altra mensola raffigura invece una figura femminile che sembra sorridere.

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Su questo volto femminile si intravedono tracce di colorazione: tutte le sculture dovevano infatti essere dipinte

Immaginate cosa doveva essere il castello quando la decorazione era completa, piena di marmi colorati, di statue dipinte, di mosaici.

Una volta raggiunto il secondo piano, potrete notare una netta differenza rispetto al piano terra: gli ambienti in questo caso sono illuminati verso l'esterno da delle bifore, che sono rialzate su dei gradini e circondate da sedili.

In una sala però, quella che si apre verso nord, invece della bifora è stata realizzata una trifora.

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L’unica trifora del castello, che guarda verso Andria

Questa finestra si affaccia su un luogo particolarmente caro a Federico II, Andria, l'unica città pugliese che non si era ribellata all'imperatore nel 1229, e che infatti venne ricordata come 'Fidelis' su una delle sue porte d'accesso.

C'è anche una suggestione più 'romantica' legata a questa finestra.

Ad Andria, lontana una ventina di km dal castello, erano infatti sepolte due delle consorti di Federico: Jolanda, figlia del re di Gerusalemme, e Isabella d'Inghilterra, figlia di Giovanni 'Senzaterra', che morì a Foggia, ma fu sepolta ad Andria per volontà esplicita dell'imperatore.

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La cosiddetta Sala del Trono

La sala che si trova proprio al di sopra dell'ingresso principale dell'edificio è nota con il nome di Sala del Trono.

In realtà, è molto complicato poter intuire la funzione dei singoli ambienti del castello, a causa della totale spoliazione subita nel corso dei secoli.

Camminando per le sale del secondo piano, potete intravedere anche i resti degli enormi camini, che dovevano scaldare questa monumentale struttura di pietra.

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I resti di uno dei monumentali camini, che dovevano riscaldare gli ambienti del castello

Osservando i muri e le volte dei vari ambienti, compare un ulteriore richiamo al mondo antico: viene riproposta una tecnica edilizia tipicamente romana, l'opera reticolata (opus reticulatum).

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Un altro elemento che richiama il mondo antico: l’utilizzo dell’opera reticolata nelle mura del castello

Potete notare un ultimo dettaglio, prima di tornare sui vostri passi e uscire dal castello. Nel secondo piano sono visitabili anche le latrine dell'edificio, e anche qui non mancano le decorazioni architettoniche.

Si tratta di un ulteriore prova di come il castello avesse a disposizione tutti gli ambienti di servizio necessari al suo funzionamento.

Castel del Monte e Federico II: una storia ancora da scrivere

Castello, corona di pietra, simbolo tangibile del potere imperiale: Castel del Monte è tutto questo, e probabilmente molto altro ancora, perché qualcosa continuerà sempre a sfuggirci.

Forse non sapremo mai se Federico abbia mai avuto modo di soggiornare tra queste mura, ma qui la sua assenza si fa comunque presenza: l'edificio racconta tanto della personalità di questo imperatore, del suo sogno di potere universale, del suo legame con questo territorio.

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Una delle volte degli ambienti interni. Ognuno presenta una decorazione differente

La conoscenza di luoghi come questo non rende persone migliori, ma sicuramente più ricche.

Ci si allontana da Castel del Monte diversi da come eravamo all'arrivo, e una parte di noi rimane lì, in quell'edificio isolato sulla sommità della collina, e mano a mano che il castello scompare nella campagna pugliese, si impossessa di noi una sorta di torpore, come quando ci si sveglia dopo un lungo sonno, e non riusciamo a capire se ciò che abbiamo vissuto era reale, o soltanto sognato.

Come arrivare a Castel del Monte

 

Castel del Monte si trova in Puglia, a una ventina di chilometri da Andria, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Gli orari sono i seguenti:  1 ottobre – 31 marzo 9:00 – 18:30 (chiusura della biglietteria h. 18:00); 1 aprile- 30 settembre 10:15 – 19:45 (chiusura della biglietteria h. 19:15). Ma per avere le informazioni aggiornate, visitate il sito ufficiale del Castello.

Il costo del biglietto è di 10 €, il ridotto costa 5 €.

 

In auto

Per raggiungere l’edificio in auto, percorrendo l'Autostrada A14 (Bologna – Taranto) si deve uscire a Barletta/Andria, e seguire le indicazioni che da Andria conducono al castello.

Si parcheggia in un’area attrezzata, dalla quale è possibile salire al castello tramite una navetta, che passa ogni venti minuti (la navetta è attiva da maggio a settembre, il biglietto costa 1 €). Altrimenti, si deve salire a piedi e percorrere circa 3 km in salita.

In autobus

Dal 1 Aprile al 1 Novembre, una navetta collega Andria a Castel del Monte. Trovate tutti gli orari sul sito del trasporto pubblico locale.

In treno

La stazione più vicina al castello è quella di Andria, dalla quale è possibile poi raggiungere l’edificio in pullman.

 

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Alessio Innocenti
Rome, IT

Chierico vagante, eterno studente, "perché la materia di studio sarebbe infinita/e soprattutto perché so di non        sapere niente".                           Sono laureato in Archeologia Medievale, e quando posso vado alla ricerca di borghi, castelli e abbazie, alla scoperta di un passato che è ormai scomparso, ma in qualche modo continua a sopravvivere.

Per qualsiasi informazione, curiosità o proposta di collaborazione, potete scrivere all’indirizzo: [email protected]

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