Cosa sono gli “Itineraria Picta”?

 

In età romana erano davvero in pochi a poter viaggiare per puro piacere. Muoversi attraverso l’Impero era nella maggior parte dei casi dovuto esclusivamente a una necessità.

Per aiutare chi doveva spostarsi da una località all’altra, venivano realizzati dei documenti scritti, gli “itineraria, con le indicazioni delle tappe principali lungo le strade consolari e delle relative distanze.

Esistevano però dei particolari tipi di documenti, gli “itineraria picta (letteralmente: itinerari dipinti), una sorta di carte geografiche illustrate, con le raffigurazioni del mare e della terra, dei fiumi e delle montagne, e ovviamente delle città e delle strade.

 

Particolare della Tabula Peutingeriana

Particolare della Tabula Peutingeriana con al centro Roma, intorno alla quale si sviluppano le singole vie consolari

Il più celebre esemplare giunto fino a noi è la Tabula Peutingeriana: si tratta di una copia medievale (XII-XIII sec.) di un originale romano di IV secolo d.C., e deve il suo nome al suo proprietario e scopritore, Konrad Peutinger, un umanista tedesco.

Il blog prende in prestito il nome proprio da questo particolare tipo di documento illustrato: ogni articolo infatti sarà accompagnato da immagini e fotografie, come a voler creare degli itineraria picta” moderni.

Veduta del Palazzo dei Consoli a Gubbio

Una veduta del Palazzo dei Consoli a Gubbio, in Umbria. Il colossale edificio medievale domina l’intero abitato

Itineraria Picta: il blog

Un nome antico quindi, per raccontare in chiave moderna luoghi e storie che hanno attraversato i secoli, e hanno ancora molto da dirci.

“Itineraria Picta” è un blog dedicato al racconto del patrimonio culturale materiale e immateriale, delle città d’arte e dei borghi.

Interno del Camposanto monumentale di Pisa

L’interno del Camposanto monumentale di Pisa, dove è possibile incontrare steli funerarie greche, sarcofaghi romani e affreschi medievali

Non solo Roma, Firenze o Venezia: l’obiettivo è quello di dar voce anche al cosiddetto patrimonio diffuso, ai miti e alle leggende che fanno parte della nostra storia, ai vicoli dei borghi, ai tesori nascosti nei piccoli musei di provincia, ai siti archeologici dal passato millenario.

La speranza è quella di favorire la conoscenza di questi luoghi, per permettere a più persone possibile di scoprirli e viverli, evitando così una loro lenta e inevitabile sparizione.

 

Interno di S. Pietro a Tuscania

Uno dei tesori nascosti del nostro patrimonio: la basilica di S. Pietro, a Tuscania (VT) dove è possibile ammirare una serie di sarcofaghi etruschi lungo le navate

 

Dietro il blog

È difficile spiegare la nascita di una passione. Molto dipende dal luogo in cui si nasce, dall’ambiente in cui si vive, dalle persone e dalle letture che modellano il nostro carattere.

Mi chiamo Alessio, sono nato in una città dalla storia millenaria, Tivoli, e ho avuto la fortuna di studiare Archeologia classica, e in seguito medievale, a Roma.

scalinata di ingresso alla GNAM

In questi ultimi anni, mi sono occupato di promozione territoriale, di patrimonio culturale diffuso, di turismo culturale e sostenibile.

Durante un periodo passato al MiBACT ho partecipato alla realizzazione dell’Atlante dei Cammini d’Italia, e ho seguito i progetti relativi ad alcuni itinerari culturali, come la Via Francigena e la Via di Francesco.

Giorgio De Chirico, Gli Archeologi

Un particolare de “Gli archeologi”, di Giorgio de Chirico (1927, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma)

Ho alternato queste esperienze professionali con l’attività di guida turistica, e sono quindi entrato in contatto con decine e decine di persone desiderose di conoscere qualcosa in più del loro passato.

Proprio quest’esperienza mi ha aiutato a capire che esiste un grande interesse per il nostro patrimonio culturale, ma che spesso delle barriere economiche e ideologiche allontanano le persone dalla scoperta dei piccoli gioielli che costellano il nostro paese, e il nostro intero continente.

Chiostro di S. Giovanni in Laterano

Le colonne del chiostro di S. Giovanni in Laterano, a Roma. Ogni colonna è un’opera d’arte.

Per questo, qualche anno fa ho cominciato a utilizzare uno dei social più diffusi degli ultimi anni, Instagram, e con il profilo @etnominanudatenemus ho cominciato a raccontare le storie dei luoghi e delle persone che mano a mano mi capitava di incontrare.

Non c’era nessun intento didascalico alla base dei post pubblicati su Instagram; era forte soltanto il desiderio di comunicare a quante più persone possibile l’esistenza di una bella storia da ascoltare, o di un bel luogo da visitare.

Dedicare spazio e attenzione alla cultura

Instagram è lo specchio perfetto della nostra società contemporanea: qualsiasi esperienza viene consumata nella maniera più rapida possibile. Tutto deve essere vissuto, raccontato e condiviso nello spazio di poche ore.

C’è bisogno però anche di tempi più lenti, di spazi più accoglienti e stabili dove fermarsi e lasciare sedimentare il proprio vissuto.

Scorcio del duomo di Orvieto

Il duomo di Orvieto, che compare all’improvviso tra le case del centro abitato

Da qui la scelta di affiancare al profilo Instagram un blog: due spazi distinti, che condividono le stesse tematiche, ma hanno un respiro differente.

Chi come me ha scelto di dedicarsi allo studio del passato sa benissimo che ciò che lo attira verso epoche ormai lontane è un sentimento complesso, una sorta di nostalgia provata nei confronti di mondi che non esistono più.

Ecco allora che ogni traccia del passato può assumere agli occhi di noi contemporanei il valore di testimonianza, di sopravvivenza.

Dettaglio della Fontana Maggiore di Perugia

Particolare della Fontana Maggiore di Perugia, realizzata da Nicola e Giovanni Pisano nel XIII secolo. Sullo sfondo, una trifora del Palazzo dei Priori

Le pagine di questo blog sono pensate proprio per chi condivide questa passione, per chi cerca di scoprire qualcosa di diverso durante i suoi viaggi e le sue esperienze, per chi è capace di emozionarsi davanti a una testimonianza viva del passato, per coloro che oggi sono definiti, con un termine forse poco accattivante, “turisti culturali”.

“Turismo culturale” è un termine generico, che può assumere significati molto vari; l’importante, dal mio punto di vista, è sottolineare come il cosiddetto “turista culturale” non sia necessariamente una persona pronta a partire con il suo bagaglio di cultura accumulato in precedenza, quanto piuttosto una persona che cerca di arricchire la sua conoscenza tramite nuove esperienze culturali.

Veduta dell'abbazia di Farfa

Una veduta dell’Abbazia di Farfa (RI), immersa tra ulivi e campi coltivati

I racconti che troverete sono un modo per aiutare a diffondere la conoscenza dei luoghi e delle storie che ci appartengono, e per trasmettere le emozioni che sono ancora in grado di suscitare.

 

Ritratto di Ulisse conservato a Sperlonga

Il celebre ritratto di Ulisse, conservato nel Museo Archeologico di Sperlonga. L eroe greco è ancora oggi il simbolo della continua volontà di conoscenza che dovrebbe appartenere a ogni essere umano

Perché conoscere le epoche che ci hanno preceduto è anche un ottimo modo per conoscere meglio noi stessi.

 

Buona lettura,

Alessio

 

Per qualsiasi informazione, curiosità o proposta di collaborazione, potete scrivere all’indirizzo: [email protected]

Alessio Innocenti
Rome, IT

Chierico vagante, eterno studente, "perché la materia di studio sarebbe infinita/e soprattutto perché so di non        sapere niente".                           Sono laureato in Archeologia Medievale, e quando posso vado alla ricerca di borghi, castelli e abbazie, alla scoperta di un passato che è ormai scomparso, ma in qualche modo continua a sopravvivere.

Per qualsiasi informazione, curiosità o proposta di collaborazione, potete scrivere all’indirizzo: [email protected]

Iscrizione via mail

Se vuoi rimanere aggiornato sulla pubblicazione dei nuovi articoli, inserisci il tuo indirizzo e-mail.

Sarai avvisato alla pubblicazione di ogni nuovo contenuto.